Mostra fotografica collettiva- Fotoinfortezza 95

Esposizione collettiva "Fotoinfortezza" di:

Vincenzo Ammazzalorso, Vincenzo De Felici, Cleto Di Giustino, Paolo Di Nanna, Romualdo Falini, Francesco Oronzii, Fabrizio Sclocchini, Valerio Tiberio, Roberto Tullj.

In questi ultimi tempi i fotografi amatori paiono sempre più liberati dai mille compromessi che li sottraevano al dialogo con i professionisti e con gli uomini di cultura. Questo nascondersi dietro irragionevoli cortine, questo chiudersi in una calligrafia fine a se stessa ha non poco danneggiato l’entusiasmo e la creatività di tanti giovani promettenti con tanta voglia di mettersi in luce. Particolarmente colpiti sono stati quanti hanno affidato i loro lavori al vaglio di giurie spocchiose e pontificanti, incapaci di incoraggiare veri talenti, indifferenti a quanto accade sulla grande scena dell’arte contemporanea.
Le nuove rassegne fotografiche, come si vanno organizzando in questi ultimi tempi, soprattutto in provincia (la provincia: nel passato spesso umiliata e sottovalutata, ora, giustamente gratificata) sembrano, si diceva, proporre voci nuove e fresche, pronte ormai a cantare senza sordina, senza complessi.
Nel clima di questa jeune vogue il Circolo Fotografico teramano “CAMERA OBSCURA” mostra di avere idee chiare e di costituire una piacevole sorpresa. Questi fotografi, più che essere componenti di un club, sono un ben affiatato gruppo di lavoro, una piccola comunità con buona voglia di fare conoscere e farsi conoscere. Un incitamento antico “lavorare, lavorare, lavorare” che Louis H. Hine, grande fotografo americano, agli inizi rivolgeva ai suoi allevi, non dispiacerà ai nostri amateur, quanto un qualunque insuccesso, non potrà certo farli cadere in depressione. D’altronde i saggi presentati ci sembrano, per purezza di linguaggio e modernità di espressione, eloquenti basi per creare fotografie vere. Senza la “trovata” che nasce dall’impegno artisticamente disposto, non c’è possibilità di riuscita che vada di là del puro esercizio. Qui ci sono tracce evidenti della giovane fotografia internazionale e dell’insegnamento dei maestri.

Ammazzalorso documenta, fra l’altro, alcuni piccoli gioielli di Praga: la finestra di una bottega di pittore, una carrozzella “old fashioned”, un tramonto sulle rive della Moldava. Notevole essenzialità delle forme e abilità nell’uso del colore.

Ormai, ovunque, è possibile vivere esperienze molteplici, trovarsi in mezzo alle più svariate correnti di traffico culturale. Una prova di tale ricchezza è data proprio da questi lavori, dove è facile vedere i frutti dell’insegnamento delle “celebrità”, ma anche la timidezza dell’allievo che cede lentamente il passo a una coscienza di sé e dei propri mezzi sempre più chiara e risoluta. Nella faticosa ricerca di un linguaggio, ad un certo punto i moduli di origine riescono a trasformarsi in qualcosa di vitale e finiscono per costituire un sottofondo culturale prezioso e vigoroso.

Bruno Simoncelli