Elementare, Antonio Alleva e Vincenzo Ammazzalorso

Elementare, Antonio Alleva e Vincenzo Ammazzalorso

Scrivere con la luce, scrivere con la parola. Fotografia e poesia.
Qui di seguito i due autori abruzzesi propongono una breve, suggestiva alleanza, affilano le rispettive armi e le fanno confluire sull’imponente, intimorente triade oggetto della loro inchiesta-lampo.

Che corrisponde a una antica domanda: cosa lega i portenti della natura, guardati dritto negli occhi con reciproco distacco, alla fatica della Storia con le mani dell’uomo sempre alle prese con un’inesausta spola tra Macerie e Ricostruzione, e infine agli odierni barbagli di un ennesimo Avvenire? Al riguardo si vedano le foto della pastora col cellulare e quella con la moderna piramide – astronave in piena Albania che, insieme a Notturno senza Chopin, sembrano augurare dal un lato la fusione armonica tra passato e rivoluzione digitale, e dall’altro una nuova sfida all’Eterno, andandolo a cercare ancora più in alto (magari con le prossime migrazioni umane nello spazio, preannunciate per tempo da Stephen Hawking).

In conclusione, ci sembra che a quell’antica domanda il connubio di sguardi tra Ammazzalorso e Alleva risponda con una meditata, forse tagliente, ma infine beneagurante visione del mondo.

Antonio Alleva
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